A Torre Sant’Angelo, un ponte tra Oriente e Occidente: spettacolo tra Rumi e San Francesco

CORIGLIANO-ROSSANO – La suggestiva cornice di Torre Sant’Angelo a Rossano ha ospitato un evento culturale che ha unito Oriente e Occidente in una serata dedicata alla poesia mistica di Rumi e San Francesco. Un’iniziativa che ha voluto celebrare i due poeti e mistici, accomunati da un universale messaggio di amore e spiritualità.

A dare voce ai versi è stato il giovane attore rossanese Luca Attadia, tornato a calcare lo stesso palco dove ha esordito sedici anni fa. Lo spettacolo, un concerto-spettacolo, è stato arricchito dalle musiche del raffinato compositore persiano Pejman Tadayon e della sua ensemble, composta da Barbara Eramo (voce e arpa lira), Federico Pascucci (ney, clarinetto), Stefano Saletti (oud, bouzouki) e Simone Pulvano (percussioni).

Le due danzatrici sufi, Silvia Layla e Claudia Du Ende, hanno impreziosito la performance con i loro movimenti fluidi e sinuosi, simboleggiando la necessità di creare ponti e corrispondenze in un mondo sempre più disunito.

La grande partecipazione del pubblico ha dimostrato l’apprezzamento per l’evento. A conclusione dello spettacolo, la voce narrante ha recitato le poesie di autori locali, come Ermanno Marino (“Simone di Cirene” e “A Maronnedda”) e Giuseppe Iacopetta (“Russano Mij”), che nei loro versi in dialetto hanno celebrato la città di Rossano e la sua “Maronnedda” (Madonna). Un gesto che ha voluto essere un monito a non perdere la propria dimensione sacrale e identitaria, dove si fondono tutte le culture che hanno abitato la città.

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