Tesori rubati e arresti: blitz dei Carabinieri tra Calabria e Sicilia

Il provvedimento riguarda undici soggetti: due condotti in carcere e nove sottoposti ai domiciliari. Le accuse, formulate a vario titolo, contestano la partecipazione a un sodalizio dedito a scavi non autorizzati, danneggiamenti di aree storiche, sottrazione e successiva commercializzazione di reperti antichi. Le attività illecite sarebbero state funzionali anche al rafforzamento della cosca Arena, attiva a Isola di Capo Rizzuto e nei centri vicini, con benefici economici diretti e indiretti.

Parallelamente sono state effettuate dodici perquisizioni. L’operazione ha coinvolto oltre ottanta militari, con il supporto dei reparti territoriali di Crotone, Catania e Messina, dello Squadrone eliportato Cacciatori di Calabria e dell’8° Nucleo elicotteri di Vibo Valentia.

L’inchiesta, sviluppata dal Nucleo TPC di Cosenza, è partita nell’ottobre 2022 dopo il riscontro di numerosi scavi clandestini in aree di pregio storico. Le verifiche successive hanno permesso di ricostruire un sistema organizzato che operava nei parchi di Scolacium, Kaulon e Capo Colonna, oltre che in terreni privati del Crotonese.

Le indagini hanno documentato l’esistenza di una rete strutturata, composta da cercatori illegali, mediatori e ricettatori, capace di alimentare un mercato sommerso di oggetti archeologici. Le attività sono state ricostruite tramite intercettazioni, riprese video e sequestri, che hanno evidenziato modalità operative attente a eludere i controlli e l’uso di termini convenzionali per mascherare i riferimenti ai materiali sottratti.

Al vertice del gruppo figurerebbero due promotori residenti nel Crotonese, descritti come profondi conoscitori dei luoghi e delle tecniche di ricerca. Secondo gli inquirenti, il loro apporto specialistico avrebbe consentito alla struttura criminale di operare in un settore redditizio ma complesso, rafforzando il controllo del territorio.

L’attività investigativa si è avvalsa anche della collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e della Direzione regionale Musei Calabria. Il procedimento è nella fase preliminare e per tutti gli indagati vale la presunzione di non colpevolezza fino a decisione definitiva.

Articoli correlati: