Un atto di liquidazione del Comune di Corigliano-Rossano certifica il recupero di compensi legali pagati in eccesso negli anni 2023 e 2024. Le somme, ritenute non dovute, vengono ora compensate e in parte restituite attraverso trattenute sullo stipendio.
Il provvedimento, firmato dal segretario generale Paolo Lo Moro, nasce da una verifica interna avviata su compensi e incentivi, che ha evidenziato il superamento dei limiti previsti dalla legge per il trattamento economico complessivo. Dopo il contraddittorio con il dipendente interessato, l’ente ha disposto il recupero delle eccedenze, applicando le norme del codice civile sull’indebito oggettivo.
Sulla vicenda interviene il consigliere comunale di minoranza Giancarlo Bosco, che affida ai social una serie di interrogativi diretti: «Se stanno restituendo queste somme significa che non erano dovute. Quindi è stato commesso un illecito, o mi sbaglio? Chi lo ha permesso? Chi doveva vigilare?».
Domande che puntano l’attenzione non solo sull’esito finale del recupero, ma soprattutto sulle fasi che hanno consentito l’erogazione iniziale dei compensi oltre soglia. «È necessario che si faccia piena luce e che ognuno si assuma le proprie responsabilità», aggiunge Bosco.
L’atto richiama in modo esplicito la normativa nazionale, chiarendo che nessun regolamento interno può derogare ai limiti di legge e che l’amministrazione ha l’obbligo di recuperare le somme indebitamente corrisposte, anche in presenza di buona fede.
Ora il caso approda al dibattito politico, con la richiesta di chiarimenti sulle procedure di controllo e sui meccanismi di vigilanza che avrebbero dovuto prevenire l’errore.
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