Oggi viviamo un paradosso: a molti giovani, a molti figli, viene dato tutto. Nulla sembra mancare davvero, eppure i disagi aumentano, le fragilità esplodono, i problemi si moltiplicano anche quando la vita appare “comoda”.
Poi, però, arriva una voce che rimette tutto al suo posto. È quella della nostra protagonista: da tre anni combatte con una malattia del sistema immunitario e, proprio perché ha conosciuto il limite e la paura, riesce a raccontare con una semplicità devastante una verità essenziale: quanto è preziosa la libertà di crescere, di diventare grandi, di vivere le cose normali.
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
Traccia Tema:
«La libertà è il presupposto dell’educazione e, d’altra parte, l’obiettivo più importante dell’educazione è la libertà.
Se non si è d’accordo su questo, non si può impiegare la parola educazione nel senso che qui le viene attribuito. Che è poi quello corrispondente al significato della parola stessa, dal latino ex-ducere “condurre
fuori, far uscire”, quindi appunto aiutare qualcuno a esprimere la propria personalità e a essere se stesso. Se il termine educazione deve essere interpretato in altro senso meglio non usarlo. Parliamo di indottrinamento, di assuefazione, ma non di educazione. Il rispetto per la personalità del bambino o del ragazzo è la base di partenza per ogni comportamento educativo.»
M. Bernardi, Gli imperfetti genitori, Rizzoli, 2006
Svolgimento:
Sono cresciuta, nonostante tutto.
E forse, proprio grazie a quel dolore, ho imparato il valore della libertà più di chiunque altro.
Per molti, la libertà è qualcosa di scontato.
Per me ha assunto un significato profondo dopo aver trascorso un anno e mezzo in ospedale.
Ero una ragazza come tante, con sogni, scuola, amici.
Poi la malattia è arrivata all’improvviso e mi ha tolto tutto: i corridoi di scuola, le uscite, le risate, perfino il cielo.
In ospedale, la libertà sembrava un ricordo lontano. Ogni giorno era uguale, segnato da terapie, attese e silenzi.
Ma è proprio lì che ho capito che la vera libertà non è solo poter uscire, ma continuare a crescere, anche se sei ferma in un letto.
Ho studiato con insegnanti meravigliosi, letto libri che mi portavano lontano, imparato ad ascoltare e ad ascoltarmi.
L’educazione è stata la mia salvezza: mi ha dato dignità, forza, speranza.
Mentre il mio corpo era fermo, la mia mente viaggiava. Ho scoperto chi ero davvero.
Oggi, che sono tornata a vivere fuori da quelle mura, ogni passo è un dono.
La libertà ha il sapore della vita semplice: un’amica che mi abbraccia, un banco di scuola, il sole sulla pelle.
Francesca Russo classe V D






