Lavoro e redditi 2023: il Mezzogiorno guida la ripresa occupazionale, tasso al 48,2%

di Antonio Caruso – L’analisi ISTAT rileva un incremento di 1,5 punti percentuali nel sud Italia, in linea con il nord-est. la crescita coinvolge tutte le classi di reddito, ma permane il divario occupazionale e reddituale.

L’ISTAT ha pubblicato il suo “Focus sul Mercato del Lavoro e Redditi: Un’Analisi Integrata Anno 2023”, fornendo un quadro dettagliato della dinamica occupazionale in Italia successiva alla crisi pandemica. Sebbene il trend di crescita sia ormai consolidato a livello nazionale, i dati relativi al Mezzogiorno emergono con particolare forza, registrando la performance di crescita più elevata del Paese, al pari del Nord-est.

Forte spinta occupazionale al Sud

Nel 2023, il tasso di occupazione per la popolazione nella fascia d’età 15-64 anni nel Mezzogiorno ha raggiunto il 48,2%. Questo valore, pur rimanendo il più basso a livello territoriale, segna un significativo incremento di 1,5 punti percentuali rispetto al 2022 (quando era al 46,7%).

La ripresa occupazionale non è stata limitata a specifiche fasce, ma si è distribuita positivamente su tutte le classi di reddito familiare equivalente. L’incremento è stato particolarmente elevato per le famiglie appartenenti al quinto centrale di reddito, dove il tasso di occupazione è cresciuto di 2,1 punti percentuali. Questo segnale suggerisce una progressiva ricomposizione del mercato del lavoro che sta intercettando i segmenti intermedi della popolazione del Sud.

La sfida della qualità del lavoro

Nonostante l’incoraggiante aumento in termini di volume, l’analisi Istat sottolinea che il Mezzogiorno continua a presentare una distribuzione professionale più polarizzata verso le occupazioni meno remunerate.

  • Il 32,5% degli occupati residenti nelle regioni meridionali si concentra nei gruppi di professioni e attività a basso reddito. Questo valore è decisamente superiore alla media nazionale (26,8%).

  • Al contrario, la quota di occupati nei gruppi ad alto reddito si ferma all’11,8% nel Mezzogiorno, risultando inferiore al dato complessivo italiano (15,2%).

Questi dati confermano che la regione, pur recuperando terreno sul fronte della partecipazione al lavoro, deve ancora affrontare la sfida di migliorare la qualità e la redditività media dell’occupazione per ridurre in modo strutturale il divario economico con il resto del Paese.

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