Cosenza – La tragica e prematura scomparsa di Carlotta La Croce, una bambina di soli 12 anni, ha gettato un’ombra di profondo dolore e indignazione sulla Calabria. La sua morte, avvenuta sabato scorso, solleva interrogativi strazianti e riaccende, con urgenza ineludibile, il drammatico dibattito sulla situazione della sanità nella regione.
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Un sistema sanitario al collasso: le drammatiche conseguenze
La denuncia di Ianni traccia un quadro allarmante del sistema sanitario calabrese, ormai al limite del collasso: pronto soccorso paralizzati, liste d’attesa interminabili, carenza di medicina territoriale, ambulanze spesso prive di medici o attrezzature e guardie mediche chiuse o non presidiate. Una sanità pubblica che, troppo spesso, non riesce a rispondere ai bisogni primari dei cittadini e si trasforma in teatro di “morti evitabili”.
Il Segretario Generale della Cgil Cosenza ricorda, oltre a Carlotta, anche il caso di Serafino Congi, un cittadino di Nocera deceduto davanti a una guardia medica, e le innumerevoli altre vite che ogni giorno si spengono “nel silenzio generale” senza fare notizia. “È inaccettabile. È vergognoso,” afferma Ianni, puntando il dito contro chi “lucra sulla sanità”, chi ha il dovere di controllare e non lo fa, e chi detiene il potere di governare ma non interviene.
L’appello per una rivoluzione culturale e una sanità efficiente
L’indignazione per la situazione attuale si traduce in un appello alla mobilitazione collettiva. Ianni richiama la manifestazione tenutasi a Catanzaro lo scorso 10 maggio, che ha visto la partecipazione di associazioni, movimenti e forze politiche, ma che non ha raggiunto l’ampiezza desiderata. “Eravamo in pochi. Troppo pochi per una battaglia che dovrebbe riguardare ogni calabrese.”
La Calabria, secondo Ianni, ha bisogno di una “rivoluzione culturale” e di “uno scatto di dignità collettiva.” Il messaggio è chiaro: “Basta con l’indifferenza. Basta con il silenzio. È tempo che la Calabria pretenda e ottenga una sanità pubblica, efficiente e accessibile, come accade in tante altre regioni del nostro Paese.”
Verità e giustizia per Carlotta, un impegno per il diritto alla salute
Nel profondo dolore e nella vicinanza ai familiari di Carlotta, Massimiliano Ianni ribadisce la fiducia nel lavoro della magistratura. La richiesta è che le indagini sulla morte della bambina siano “rigorose, rapide e soprattutto che facciano piena luce su eventuali responsabilità.” La giustizia, in questo contesto, è vista come il “primo passo verso la verità.”
Tuttavia, Ianni sottolinea che la giustizia da sola non basta. “Serve una presa di coscienza civile, politica e sociale. Serve una mobilitazione forte, costante e senza più alibi. Per Carlotta. Per tutti i nostri figli. Per il diritto alla salute che ci spetta.”
La tragedia di Carlotta La Croce diventa così non solo un lutto insopportabile, ma un simbolo e un monito potente per una regione che, attraverso la voce della Cgil Cosenza, chiede un futuro in cui il diritto alla salute sia garantito a tutti.






