
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
Ora, lungi da noi voler fare della demagogia né essere paladini di una politica dello scandalo e del populismo, al
contrario ritenevamo e riteniamo tutt’ora, che solo la politica quella fatta con la P maiuscola possa concedere a questa disgraziata terra il riscatto tanto auspicato da anni, ma l’inadeguatezza di questa classe dirigente regionale e nazionale appare a dir poco ALLUCINANTE.
Ed allora ci sovviene in mente la corposa e nutrita schiera di parlamentari ( di maggioranza) che sono stati eletti a furor di popolo quasi tre anni or sono e che al grido di onesta, onesta, avrebbero ridato a questa Regione quella giustizia perequativa troppe volte promessa e mai realizzata ed ancora, tutti i governi regionali succedutisi negli ultimi trent’anni sempre in perfetta alternanza di colori, ora rosso ora nero, che sempre galoppando sull’onda dei bisogni della povera gente hanno carpito la fiducia prima, tradendola sempre poi; per finire alla sbandierata primavera araba in salsa corissanese avanzata dal finto paladino dei poveri che, prima ha incassato il sostegno del popolo per diventare Sindaco della terza città della Calabria, e poi, come il miglior mandrake, si è eclissato di fronte ai problemi veri, sbandierando, sempre in stile mandrakata, ci si consenta l’improprio ma calzante esempio anche in ossequio al grande maestro Gigi Proietti, un centro covid inesistente che, addirittura, ieri è stato portato all’attenzione nazionale nella già richiamata trasmissione Rai dove anche Corigliano Rossano ha avuto il suo momento di gloria ( si fa per dire ovviamente).
Di fronte a tutto questo sconforto, allora non c’è da scandalizzarsi nella civile, pacifica, onesta ed inevitabile protesta
che da questa terra ha cominciato a sollevarsi, non, si badi, contro le regole imposte da una tragica situazione sanitaria per la quale tutti abbiamo già pagato un tributo altissimo; ma per l’inadeguatezza di questa classe politica che, a tutti i livelli, ci fa diventare rossi non per lookdown ma di vergogna, tuttavia speriamo che la gente per bene, quella onesta, preparata e capace che certo non manca a queste latitudini, sappia emergere da questo pantano e, per come diceva il sommo poeta nell’ultimo canto dell’inferno, possa farci esclamare: “ed uscimmo a riveder le stelle” (Comunicato stampa).
Avv. Marco Graziano
Raffaele Vulcano






