L’evento musicale con Gabry Ponte, annunciato come il momento clou dell’estate a Villapiana, si è trasformato in un caso politico e mediatico. A innescare la miccia è stata l’Associazione Villapiana 3.0, che in una lunga nota pubblica ha espresso forti critiche nei confronti dell’Amministrazione comunale, accusata di scarsa pianificazione, gestione poco trasparente e assenza di benefici concreti per la comunità.
Il cambio di rotta del post
Secondo il movimento civico, l’intenzione iniziale era ben diversa: «Oggi il post che avevamo intenzione di pubblicare non è quello che state per leggere. La nostra idea iniziale era quella di congratularci con l’Amministrazione comunale per la buona riuscita dell’evento di Gabry Ponte. Purtroppo, alla luce di quanto accaduto, non possiamo farlo». Il passaggio segna il tono dell’intero intervento: da un plauso previsto a una bocciatura senza mezzi termini.
Le domande rimaste senza risposta
Il gruppo ricorda di aver già sollevato dubbi in passato e di aver rivolto all’Amministrazione alcune domande precise: «Come già espresso in un precedente intervento, avevamo rivolto all’Amministrazione alcune domande chiare e legittime: quali fossero le modalità organizzative adottate, quali strategie fossero previste in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, come si intendesse monitorare l’andamento dell’iniziativa e in che modo si sarebbe garantita una gestione trasparente delle risorse pubbliche. A tali domande, purtroppo, non sono giunte risposte concrete». Secondo l’Associazione, il nodo centrale resta l’assenza di un confronto pubblico e documentato su costi, risultati e benefici.
I numeri e il costo dell’evento
Uno dei punti più controversi riguarda il bilancio economico: «L’evento di ieri, stimato in circa 3.000 presenze (secondo noi, non pensiamo di sbagliarci), è costato alle casse comunali circa 180.000 euro (sempre secondo noi). Anche qualora fosse leggermente inferiore, resta comunque una somma rilevante». Il movimento sottolinea come un investimento di tale entità avrebbe richiesto «un’attenta pianificazione, sia sotto il profilo organizzativo che economico», e giudica avventata la scelta di organizzare un evento di quella portata in meno di un mese.
Disagi e carenze organizzative
Sul piano logistico, il bilancio dell’Associazione è negativo: «Le criticità sono state evidenti: persone costrette a rivolgersi a una sola postazione per le bibite e a una sola postazione interna per il cibo, con inevitabili disagi, file interminabili e percezione di scarsa organizzazione generale. Non è stata predisposta alcuna valutazione preventiva sulle reali necessità del pubblico, né un coordinamento in grado di gestire efficacemente i flussi». La critica si estende anche alla scelta delle date, considerate infelici perché in concorrenza con altri eventi di richiamo, come il concerto di Gigi D’Agostino a Diamante.
Nessun ritorno per la comunità?
Il passaggio più duro è riservato all’impatto economico sull’indotto locale: «Un evento definito “l’evento dell’estate” da parte del Comune di Villapiana non ha generato alcun introito diretto per il Comune stesso, né ha prodotto benefici significativi per le attività commerciali locali. Tutte le concessioni e le gestioni interne sembrano essere state affidate a soggetti esterni, escludendo completamente il tessuto economico del territorio». L’Associazione parla di «investimento enorme» senza ritorno e lamenta l’assenza di un “circuito virtuoso” di ricadute.
Pubblicità fuori regione e domande aperte
La nota punta il dito anche sulla strategia promozionale: «L’evento, che secondo l’Amministrazione avrebbe potuto attirare centinaia di persone da diverse regioni d’Italia, ha visto investimenti pubblicitari anche in Campania, Basilicata e Puglia. Quindi ci viene spontaneo chiedere e sapere se tali investimenti abbiano effettivamente prodotto l’affluenza prevista e quali risultati tangibili abbiano portato alla comunità e al tessuto economico locale».
Le richieste di trasparenza
Il movimento elenca puntualmente i dati che chiede vengano resi pubblici:
«Chiediamo quindi che vengano resi pubblici e in maniera trasparente:
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l’incasso effettivo derivante dalla vendita dei biglietti;
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la metodologia utilizzata per il conteggio delle presenze;
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il numero esatto di biglietti omaggio distribuiti, specificando quanti siano stati destinati a residenti e quanti a soggetti esterni;
-
i criteri adottati per l’inserimento di nominativi nelle “liste” di accesso gratuito;
-
eventuali accordi o convenzioni stipulate con operatori esterni e relativi termini economici».
L’obiettivo dichiarato è permettere ai cittadini di «valutare, sulla base di dati concreti, se l’operazione sia stata un successo o un fallimento».
L’“evento dell’estate” visto dall’Associazione
La definizione data dall’Amministrazione viene ribaltata senza esitazione: «A chi parla di “evento dell’estate” rispondiamo che, per Villapiana, purtroppo, si è trattato dell’evento più disastroso che potessimo avere: costoso, disorganizzato e privo di benefici tangibili per la comunità». Da qui la richiesta di un bilancio complessivo anche sugli effetti indiretti: «Chiediamo all’Amministrazione di rendere noto quale reale beneficio l’evento abbia apportato al territorio di Villapiana: in termini di presenze effettive, a livello di conoscenza del territorio da parte dei visitatori e incremento degli incassi per le attività commerciali locali, B&B e strutture ricettive».
Il tema della copertura dei costi
Per l’Associazione, la questione centrale resta capire se l’evento abbia coperto o meno l’investimento: «Infine, chiediamo se l’intero investimento sostenuto sia stato coperto dall’evento. Quando parliamo di investimento totale intendiamo la cifra complessiva spesa dal Comune e non solo la parte restante. Ci piacerebbe sapere se, ad oggi, i ricavi dell’evento siano stati sufficienti almeno a coprire la parte residua dell’investimento». E aggiunge: «Un evento a pagamento, per definizione, dovrebbe avere come obiettivo non solo il recupero dell’intero importo sostenuto, ma anche la generazione di un introito netto. È fondamentale che la cittadinanza sappia se questo obiettivo sia stato raggiunto e in quale misura».
Obiettivi mancati?
L’Associazione conclude che un artista del calibro di Gabry Ponte avrebbe dovuto garantire ben altri numeri: «Un artista del calibro di Gabry Ponte, con un costo di questa portata, avrebbe dovuto garantire almeno 8.000 presenze sul territorio del Comune di Villapiana, con ricadute tangibili per l’economia locale. Purtroppo, i dati reali mostrano una realtà ben diversa… oppure NON È COSÌ?». Secondo il movimento, le risposte ci sarebbero già, ma «è fondamentale che sia l’Amministrazione a raccontarle, a spiegarle e a renderle pubbliche».
Annuncio di azioni formali
Il comunicato si chiude con l’avvertimento che, in assenza di risposte, la questione sarà portata davanti agli organi competenti: «Il Comune ha il diritto e il dovere di rispondere ai cittadini e a un movimento civico su questioni come questa, relative all’uso delle risorse pubbliche. Se non riceveremo risposte chiare e trasparenti, ci rivolgeremo alle istituzioni competenti, tra cui la Prefettura, la Corte dei Conti e via dicendo, oltre a fare ricorso agli strumenti di accesso civico previsti dalla legge, per garantire che la cittadinanza possa conoscere la verità sui fatti». La nota termina con un lapidario: «FLOP……».
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