Calabria, stop ai medici cubani e via al reclutamento di 600 professionisti scelti dagli Usa

La vera svolta annunciata riguarda l’interruzione degli arrivi da Cuba e l’avvio di una selezione diretta condotta negli Stati Uniti, da cui è prevista l’immissione di altri seicento medici destinati agli ospedali calabresi. Il presidente Roberto Occhiuto ha illustrato il nuovo percorso, basato su programmi pluriennali e su un modello gestionale che punta a rafforzare la presenza stabile del personale, evitando soluzioni provvisorie.

Secondo la linea tracciata dalla Regione, la priorità è garantire continuità nei reparti. Il piano prevede stabilizzazioni nei servizi, formazione sul territorio, potenziamento delle unità di emergenza e la realizzazione di un assetto organizzativo capace di ridurre lacune storiche nell’assistenza. L’obiettivo è superare carenze che negli anni hanno frenato il sistema sanitario locale, aggravate dall’uscita di molti professionisti e dalla scarsa attrattività delle strutture periferiche.

La fase internazionale del reclutamento cambia metodo. Non saranno più le autorità cubane a gestire la selezione, ma enti statunitensi che operano tramite accordi transnazionali. Si tratta di un intervento destinato a innalzare il livello professionale delle nuove assunzioni, con un impiego immediato del personale nelle aree con maggiore fabbisogno.

Occhiuto ha evidenziato come la prospettiva di lungo periodo sia creare una rete sanitaria autonoma e autosufficiente, supportata da investimenti in borse di studio e in percorsi di specializzazione pensati per trattenere i giovani medici in Calabria. Un passaggio ritenuto indispensabile per ridurre la dipendenza dall’estero e ricostruire una struttura solida, capace di rispondere alle esigenze dei cittadini.

Articoli correlati: